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Joaquìn Sorolla, il pittore che amava dipingere la luce

Joaquìn Sorolla, il pittore che amava dipingere la luce

19/02/2021

Nato a Valencia da una famiglia di umili origini il 27 febbraio 1863, Joaquìn Sorolla è un pittore spagnolo. Dipingere è come respirare per lui; prima dei due anni perde i genitori, ma ha sempre portato avanti la sua passione per il disegno e la pittura, anche grazie agli zii adottivi che, pur non avendo grandi mezzi economici a disposizione, hanno sempre appoggiato la passione del nipote.

Gli studi di Joaquìn Sorolla

Mentre aiuta lo zio presso la bottega di famiglia, Joaquìn frequenta corsi serali di disegno presso la scuola professionale per artigiani ed a 15 anni, con l’aiuto degli zii inizia a dedicarsi completamente agli studi d’arte presso l’Accademia diBelle Arti di San Carlo, dove inizia anche il suo apprendistato.

Durante gli studi conosce il proprietario di un laboratorio fotografico, Antonio Garcia, che capisce sin da subito il talento di Sorolla e lo aiuta ad esprimere se stesso attraverso i suoi lavori. Garcia prende il giovane “sotto la sua ala”, gli offre un lavoro e gli consente di dipingere nella soffitta del laboratorio. Durante questa esperienza Sorolla inizia a studiare la luce, aspetto che diventerà una delle peculiarità principali dei suoi prossimi lavori.

Mentre continua a studiare, Joaquìn Sorolla inizia a partecipare ai concorsi a premi e alle esposizioni. Nel 1881 partecipa a una mostra a Madrid e, anche se in questa occasione non viene notato, apprende diverse cose e viene segnato profondamente dalle tecniche pittoriche dell’epoca. Invece nel 1884, Sorolla partecipa all’Esposizione Nazionale di Madrid dove con il quadro patriottico “2 maggio1908” ottiene il secondo posto. Sempre nel 1884 vince un concorso provinciale a Valencia e con la borsa di studio che riceve si trasferisce a Roma.

Da Roma a Parigi, alla scoperta della luce

Giunto a Roma, Joaquìn Sorolla incontra Pedro Gil Moreno che gli consiglia di trasferirsi a Parigi. Nella capitale francese Sorolla apprende altre tecniche pittoriche e capisce che le sue tecniche pittoriche sono diverse rispetto alle esigenze dell’epoca. Inoltre, si rende conto che per realizzare le sue opere lo studio non è adatto, ma deve spostarsi all’aperto. Grazie a questa illuminazione, affina la sua tecnica incentrata sulla luce.

Sorolla concentra tutte le sue energie nella pittura, partecipa a concorsi nazionali ed internazionali, allarga le sue conoscenze ed in questo periodo conosce José Jiménez Aranda e Aureliano de Beruete. Quest’ultimo lo fa entrare nell’alta società e grazie alle numerose opere che gli vengono commissionate Sorolla risolve i suoi problemi economici.

L’artista in questo periodo diventa famoso, la sua carriera raggiunge l’apice, ma in seguito il pittore si avvicina sempre di più allo stile di Velasquez, artista molto stimato da Sorolla. Da questo punto in poi Joaquìn Sorolla inizia a dipingere quel che sente e vede, senza continuare a sentirsi legato alla pittura convenzionale ed in questo periodo realizza capolavori come “La convalescenza di mia figlia”, “Bambini sulla spiaggia” ed altri quadri che sembrano fotografie per il loro aspetto realistico.

La sua fama continua a crescere fino alla sua morte che è avvenuta il 10 agosto 1923, a Cercedilla, quando l’artista aveva 60 anni.

Articolo a cura di: Aurora Caraman

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