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“Corse a Longchamp” di Manet: analisi dell’opera

“Corse a Longchamp” di Manet: analisi dell’opera

06/08/2020

Nato il 23 gennaio 1832 a Parigi, città in cui è anche deceduto il 30 aprile 1883, Édouard Manet è stato uno dei maggiori pittori preimpressionisti. Di famiglia colta e benestante, durante la sua vita Manet ha realizzato numerose opere che oggi hanno un valore inestimabile e tra queste c’è anche il dipinto “Corse a Longchamp”.

Un quadro innovativo

“Corse a Longchamp” è considerato un quadro innovativo, in quanto presenta alcune caratteristiche che consacreranno questo pittore come uno dei più influenti del suo periodo. 

Realizzata nel 1866, questa tela è lunga 84,5 cm ed alta 43,9 cm. Attualmente il quadro è conservato presso l’Art Institute of Chicago ed è uno dei primi lavori ad assomigliare tantissimo ad una fotografia, invenzione proprio di quegli anni.

Analisi del quadro

Guardando questa tela la prima cosa che si nota è il fatto che l’artista in questo caso ha utilizzato un punto di vista totalmente diverso rispetto a quanto aveva fatto in precedenza quando ha dipinto altre scene all’ippodromo.  Infatti, questa volta l’osservatore si trova proprio in mezzo alla pista e sembra che i cavalli stiano correndo verso di lui, elemento che rappresenta una vera novità.

Un’altra novità riguarda gli altri soggetti presenti nel quadro. Precisamente tutto quello che contorna la scena, che si svolge in mezzo alla pista. Édouard Manet in questo lavoro pone la massima attenzione sulla scena principale, cioè sulla scena dei cavalli e per trasmettere chiaramente la velocità degli animali e le sensazioni provate sceglie di sfocare leggermente gli altri soggetti. 

Analizzando attentamente il quadro si può notare che Manet ha deciso di ritrarre i momenti prima del traguardo. Il palo presente lateralmente e l’agitazione delle persone che sono presenti all’ippodromo, nonché la velocità dei cavalli, che si può percepire chiaramente, mostrano che si tratta della scena che precede la fine della corsa. 

Non più statico come gli altri quadri realizzati fino ad allora dall’artista, “Corse a Longchamp” è un quadro dinamico ed in grado di segnare il passaggio verso una nuova era della pittura. Prima di creare questo dipinto Manet aveva già realizzato un lavoro simile, ma ad acquerello ed oggi quest’opera viene conservata a Cambridge (Harvard University), nel Fogg Art Museum. 

“Corse a Longchamp” rappresenta una novità per la pittura dell’800, periodo in cui la fotografia sta progredendo. Da questo momento in poi, Manet e tanti altri artisti si ispireranno spesso all’arte della fotografia, modificando il loro stile pittorico e dando vita ad opere che assomiglieranno sempre di più a delle vere e proprie fotografie. 

Altri lavori di Édouard Manet

Tra i lavori più importanti realizzati da Manet ricordiamo “Il bevitore di assenzio” datato 1859 che oggi è conservato al Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, “Colazione sull’erba” ed “Olympia” del 1863 (Museo d’Orsay di Parigi). Altrettanto importante è anche “Il pifferaio”. Creato nel 1866, “La ferrovia” datato 1872-1873 che è conservato al National Gallery of Art di Washington oppure “Argeteuil”, un olio su tela conservato al Musée des Beaux-Arts di Tournai.

Articolo a cura di: Aurora Caraman