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1878 - l’anno in cui l’impressionismo francese è arrivato in Italia

1878 - l’anno in cui l’impressionismo francese è arrivato in Italia

27/03/2020

Mentre in Francia gli impressionisti erano già attivi da qualche anno e la loro fama si diffondeva, in Italia questa corrente artistica era ancora quasi del tutto sconosciuta. Fino al 1878, quando la Promotrice Fiorentina, società costituita nel 1843 per promuovere e sostenere gli artisti nonché per far conoscere la loro arte, ha introdotto in una mostra anche due opere impressioniste. 

Fino a quel momento, in Italia questo stile era sconosciuto persino ai critici d’arte, ma Diego Martelli, teorico dei macchiaioli, collezionista e critico d’arte che aveva vissuto per un periodo a Parigi ha deciso di inserire presso la mostra che si è tenuta a Firenze nel 1878 anche delle opere diverse dal solito, dei dipinti realizzate da Camille Pissarro. 

Durante la sua permanenza a Parigi, Diego Martelli era solito frequentare i locali in cui si ritrovavano gli impressionisti e con Camille Pissarro strinse una forte amicizia, legame basato su stima reciproca ed ammirazione da parte del critico verso i lavori creati da Pissarro. 

Non solo, la volontà di Martelli di portare delle tele di Pissarro in Italia era dovuta anche ad altri due motivi: la difficile situazione finanziaria che attraversava l’artista francese e la similitudine che c’era tra le opere impressioniste e quelle macchiaiole. Così, il critico convinse Camille Pissarro a vendergli due quadri e a spedirli a Firenze. Parliamo di due piccoli dipinti: “Il taglio della siepe” (La taille de la haie) e “Paesaggio - L’approssimarsi della bufera” (Paysage - L’approche de l’orage).

I quadri arrivarono in tempo per essere esposti presso la mostra di Firenze, ma le opere di Pissarro non furono accolte come sperava Diego Martelli. La critica ed i pittori fiorentini non solo hanno dato dei giudizi negativi ai quadri, ma si sono indignati per quel che hanno visto e hanno sprezzato fortemente il lavoro di Pissarro. 

In sostanza, gli artisti macchiaioli ritenevano le opere impressioniste superate, banali e decisamente molto indietro rispetto alla loro tecnica, nonostante ci fossero delle similitudini ben visibili tra i due stili.

Anche se i vari esponenti macchiaioli avevano criticato duramente le tele di Pissarro, Diego Martelli, dopo aver aspramente rimproverato diversi artisti che si erano espressi in maniera negativa su queste opere, ha organizzato a Livorno 2 conferenze in cui ha presentato e fatto conoscere la corrente artistica degli impressionisti. 

Precisamente il critico tenne le conferenze presso i locali del Circolo Filologico di Livorno, dove anche grazie ad un breve saggio parlò al pubblico con l’intento di far conoscere sia Camille Pissarro che Degas, Manet ed altri impressionisti che in Francia prendevano sempre più piede. Durante queste conferenze Martelli ha spiegato ai presenti che l’Impressionismo non rappresentava soltanto una rivoluzione del pensiero, ma anche una vera rivoluzione fisiologica nell’occhio umano, una teoria del tutto nuova che senza dubbio In Italia è stata anche il primo riconoscimento ufficiale dell’impressionismo. Infatti, in seguito al prezioso contributo dato da Diego Martelli, sia il pubblico che la critica hanno assunto un atteggiamento totalmente diverso nei confronti dell’Impressionismo, accogliendo opere e artisti appartenenti a questa corrente artistica con più apertura ed entusiasmo.

Articolo a cura di: Aurora Caraman