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Autoritratto di Van Gogh: 5 curiosità da non perdere

Autoritratto di Van Gogh: 5 curiosità da non perdere

11/10/2019

Durante la sua vita Vincent Van Gogh realizza circa 40 ritratti. La maggior parte sono creati tra il 1886 e il 1889, infatti sembra che in questi anni l’artista ne realizzi circa 37 e ognuno di essi ci mostra almeno in parte la sua vita tormentata.

Come interpretare l’autoritratto di Van Gogh

L’autoritratto nasce come genere pittorico soprattutto nel Rinascimento, periodo in cui gli artisti diventano protagonisti totali della tela e non solo parte di essa. Nel caso di Van Gogh i ritratti rappresentano molto di più, in quanto l’artista si fa conoscere non solo esteriormente, ma anche interiormente, “regalando” all’osservatore una visione diversa, confidandosi con quest’ultimo.

Infatti, rispetto a quanto accadeva nel 1400 e nel 1500, l’artista non si ritrae solo per celebrare se stesso e per farsi conoscere a livello professionale, ma cerca di descrivere la propria personalità, le proprie emozioni, anche quando sono dei veri e propri tormenti, come accade appunto nel caso di Van Gogh.

Analisi dell’autoritratto di Van Gogh

Osservando attentamente i vari ritratti di Vincent Van Gogh si può percepire un certo periodo della vita del pittore, come vive la sua vita in un determinato momento e quali sono le sue angosce. Lo sfondo svolge sempre un ruolo importante per capire il vero stato d’animo e della mente dell’artista.

Particolarità che riguarda lo sguardo di Van Gogh

Guardando i ritratti di Van Gogh si può notare che a volte lo sguardo dell’artista non è rivolto verso l’osservatore. Infatti, lo sguardo dell’artista sembra rivolto verso un’altra direzione e l’impressione è che il pittore pensi ad altro. L’intento di Van Gogh è quello di voler spingere l’osservatore a guardare il ritratto nella sua interezza e che scopra quel che nascondono gli occhi e lo stato d’animo dell’artista.

Stile pittorico usato negli autoritratti

Guardando i dipinti in questione è impossibile non notare che negli autoritratti di Van Gogh c’è un netto contrasto tra l’agitarsi delle pennellate e la calma apparente del volto del pittore. L’espressione del viso è molto ferma, controllata, ma i vortici di colore creano un evidente contrasto e questo mostra che il pittore si sta imponendo una certa disciplina, ma che poi esplode.

Dov’è possibile vedere l’autoritratto di Vincent Van Gogh

Come anticipato precedentemente, Van Gogh crea tantissimi autoritratti e tra questi uno degli ultimi è quello che realizza poco prima di morire, ovvero nel 1889 e che dona a suo fratello Theo. È possibile ammirare questo ritratto presso il Musée d’Orsay e quest’opera è una delle più rilevanti del museo parigino.

In questo autoritratto il pittore si mostra con il volto fermo, calmo e con lo sguardo fisso, ma attorno a sé si può vedere tormento, caos. Il dipinto è realizzato nel mese di settembre dell’anno 1889 e dopo qualche mese, a luglio 1890 l’artista porrà fine alla sua vita.

Durante i suoi ultimi mesi di vita l’artista realizza diverse opere, soprattutto che riguardano la natura, ma dipinge un solo autoritratto, quello che è oggi conservato a Parigi, al Musée d’Orsay.

Articolo a cura di: Aurora Caraman