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Tre quadri astratti molto celebri

Tre quadri astratti molto celebri

05/12/2019

La volontà di rappresentare la realtà in una maniera diversa ed originale, lontana dai canoni convenzionali è stata la base della nascita dell’astrattismo; i fondatori delle varie correnti di arte astratta, per affermarsi e trasmettere la propria visione hanno dovuto confrontarsi con le critiche dei tradizionalisti. Oggi, grazie ad artisti come Mondrian, Pollock, Delaunay, Paul Klee o Malevič, gli artisti di tutto il mondo possono esprimersi liberamente ed in mille modi differenti.

Ecco tre quadri che hanno segnato la storia dell’arte astratta:

Giallo, rosso, blu di Wassily Kandinsky

Kandinsky è decisamente uno dei pionieri dell’arte astratta del ‘900. Il quadro è stato dipinto nel 1925, quando il pittore era già affermato. Da circa 40 anni si spostava in giro per il mondo ed aveva infine trovato il suo stile definitivo, un linguaggio che sentiva suo.

Oggi conservato presso il Centro Georges Pompidou di Parigi, il quadro è un imponente olio su tela (127 x 200 cm.) in cui diverse figure geometriche si contrappongono a serpentine e curve, mentre i colori riempiono la superfice del dipinto.

Palloncino rosso di Paul Klee

Da sempre intento a raffigurare soprattutto grande amico Kandinsky, così come la sua vicinanza al Cubismo, aspetti che si possono notare nel quadro “Palloncino rosso”. Custodito presso il Guggenheim Museum di New York, il quadro è realizzato ad olio e si tratta di una tela montata su cartone, caratteristiche che denotano la volontà del pittore di non essere accomunato a nessuna corrente artistica.

Nel dipinto si possono notare diverse figure geometriche che ricordano l’astrattismo geometrico ed una certa influenza cubista, mentre la scelta dei colori sembra voler indicare che c’è anche una certa anima calda nel dipinto, sfumatura che egli aveva apprezzato ed imparato a dominare durante il periodo trascorso in Tunisia.

Composizione II con rosso, giallo e blu di Piet Mondrian

Quando si parla di astrattismo è impossibile non nominare Piet Mondrian, cofondatore del Neoplasticismo. La sua continua ricerca della perfezione, dell’equilibrio universale e le sue scelte pittoriche influenzate dall’astrattismo geometrico e da altre correnti artistiche dell’epoca oggi vengono imitate in ogni campo.

Il 1930 per il pittore olandese ha significato toccare un traguardo, trovare l’equilibrio che cercava, una pulizia nella pittura che rifletteva la comprensione della realtà in maniera profonda e non solo basata sui sensi.

La tela in questione si presenta essenziale, i colori utilizzati sono tre e tutti primari, mentre le forme sono semplici, spesso lasciate nude, si nota un certo equilibrio creato attraverso l’utilizzo del giallo, del rosso e del blu per riempire rettangoli e quadrati separati da linee nere spesse e precise.

È grazie a suo avvicinamento alla teosofia che il pittore fiammingo riesce a trovare quello che per lui è l’equilibrio universale, una sorta di perfezione che si percepisce benissimo osservando la tela.

Articolo a cura di: Aurora Caraman